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Home » Civile » Famiglia » Coordinatore genitoriale: come aiuta le famiglie dopo la separazione [Guida]

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Coordinatore genitoriale: come aiuta le famiglie dopo la separazione [Guida]

Avv. Beatrice Bellato consulenzalegaleitalia.it Coordinatore genitoriale: come aiuta le famiglie dopo la separazione [Guida]
coordinatore genitoriale
Avv. Beatrice Bellato
Quando una separazione o un divorzio non chiudono davvero il conflitto tra i genitori, ma lo trasformano in uno scontro continuo su ogni aspetto della vita dei figli (si pensi a orari, scelte scolastiche, vacanze, spese) il solo intervento del giudice o dei legali può non bastare. È in questo scenario che, anche in Italia, si sta progressivamente affermando la figura del coordinatore genitoriale, un professionista che affianca la famiglia nella gestione pratica e quotidiana della genitorialità condivisa, riducendo la conflittualità e proteggendo il benessere dei minori coinvolti nella separazione con figli minori.

Proviamo allora a conoscerlo un po’ meglio e capire che cosa può fare per le famiglie in difficoltà.

Che cos’è il coordinatore genitoriale

Il coordinatore genitoriale (parenting coordinator) è una figura professionale, generalmente uno psicologo, un mediatore familiare o un avvocato con specifica formazione, che viene incaricata di aiutare i genitori separati o divorziati ad attuare concretamente le decisioni relative ai figli, prevenendo o gestendo i conflitti che inevitabilmente sorgono nella vita di tutti i giorni. Non si tratta di un giudice né di un arbitro: il coordinatore non decide infatti sull’affidamento o sul mantenimento economico dei figli, ma lavora “sul campo”, intervenendo su questioni operative come la gestione del calendario, la comunicazione tra i genitori, la definizione di regole comuni su scuola, salute e tempo libero.

Il modello nasce nei paesi di common law, in particolare negli Stati Uniti e in Canada, come risposta ai casi di separazione ad alta conflittualità in cui i genitori tornano ripetutamente davanti al giudice per questioni minori, con costi elevati e un forte impatto negativo sui figli. In Italia la figura si sta diffondendo grazie a protocolli sperimentali adottati da alcuni tribunali e all’iniziativa di coppie che, con l’assistenza dei rispettivi legali, scelgono di inserire questa modalità di gestione del conflitto nell’accordo di separazione o divorzio.

Quando interviene: i casi di alta conflittualità

Il coordinatore genitoriale non è pensato per tutte le separazioni, ma per quelle situazioni — spesso definite di “alta conflittualità” — in cui, nonostante un provvedimento di separazione giudiziale o un accordo di divorzio congiunto, i genitori continuano a scontrarsi su ogni dettaglio organizzativo. Tipicamente si ricorre a questa figura quando:

  • i genitori non riescono a comunicare direttamente senza che ogni scambio degeneri in conflitto;
  • vengono depositati ricorsi ripetuti al tribunale per questioni pratiche già regolate dal provvedimento di affidamento;
  • uno o entrambi i genitori tendono a non rispettare gli accordi su calendario, vacanze o attività extrascolastiche dei figli;
  • è già stato disposto un affidamento super esclusivo o comunque un regime di affidamento particolarmente conflittuale;
  • i figli manifestano disagio a causa della tensione costante tra i genitori.

Le differenze tra coordinatore genitoriale, mediatore familiare e CTU

È fondamentale non confondere il coordinatore genitoriale con altre figure che intervengono nelle vicende di separazione e divorzio, perché operano in fasi e con finalità diverse.

Il mediatore familiare interviene solitamente prima o durante il procedimento di separazione, con l’obiettivo di aiutare la coppia a raggiungere un accordo complessivo (affidamento, mantenimento, casa familiare). Il suo intervento è tendenzialmente circoscritto nel tempo e mira alla definizione dell’accordo, non alla sua gestione quotidiana nel tempo.

Il CTU (consulente tecnico d’ufficio), nominato dal giudice nell’ambito del procedimento, ha il compito di fornire una valutazione tecnica — spesso sulle capacità genitoriali o sull’idoneità di un determinato regime di affidamento — che confluisce nella decisione del tribunale. Il suo mandato si esaurisce con il deposito della relazione peritale.

Il coordinatore genitoriale, invece, interviene dopo che il provvedimento di separazione o divorzio è già stato emesso o l’accordo già raggiunto, con un incarico che può durare mesi o anni, proprio per accompagnare i genitori nell’attuazione concreta di quanto stabilito, riducendo il bisogno di tornare continuamente davanti al giudice.

Come si nomina e come funziona il percorso

In assenza di una disciplina legislativa organica, la nomina del coordinatore genitoriale avviene generalmente in due modi. Il primo è su base consensuale: i genitori, con l’assistenza dei propri avvocati, individuano il professionista e ne definiscono compiti, durata dell’incarico e modalità di pagamento all’interno dell’accordo di separazione consensuale o di divorzio congiunto. Il secondo è su impulso del giudice, che nei tribunali dove esistono protocolli specifici può suggerire o disporre il ricorso a questa figura nell’ambito di un procedimento di separazione giudiziale, in particolare quando emergono elementi di forte conflittualità dalla documentazione o dalla CTU già svolta.

Una volta incaricato, il coordinatore genitoriale incontra periodicamente i genitori (insieme o separatamente), stabilisce protocolli di comunicazione, aiuta a redigere un calendario dettagliato e interviene tempestivamente quando sorgono controversie operative, evitando che piccoli disaccordi si trasformino in nuovi contenziosi giudiziari.

I poteri e i limiti del coordinatore genitoriale

È importante avere chiaro cosa il coordinatore genitoriale può e non può fare. Non ha il potere di modificare l’affidamento dei figli, l’assegnazione della casa familiare o l’ammontare dell’assegno di mantenimento: si tratta di materie che restano di competenza esclusiva del giudice o dell’accordo tra le parti, eventualmente formalizzato con l’assistenza di un avvocato divorzista. Il coordinatore genitoriale può invece essere autorizzato, nei limiti previsti dall’incarico, a indicare soluzioni pratiche su questioni operative minori, riportando eventualmente al giudice le situazioni di inadempimento più gravi o persistenti.

Vantaggi per i genitori e per i figli

I principali vantaggi di questo percorso riguardano sia i genitori sia, soprattutto, i figli minori. Per i genitori si traduce in una significativa riduzione dei costi legali e dei tempi legati a nuovi ricorsi giudiziari, oltre che in un supporto professionale continuo nella gestione delle criticità quotidiane. Per i figli, l’effetto più importante è la riduzione dell’esposizione al conflitto genitoriale, un fattore che la letteratura psicologica individua costantemente come uno dei principali elementi di disagio nei minori coinvolti in separazioni e divorzi.

Hai bisogno di un supporto concreto nella gestione del conflitto genitoriale?

Se la separazione o il divorzio con il tuo ex coniuge si sono trasformati in un conflitto continuo sulla gestione dei figli, un percorso di coordinazione genitoriale (affiancato da una corretta assistenza legale) può fare la differenza per te e per i tuoi figli. Lo studio legale a Padova dell’Avv. Beatrice Bellato offre consulenza legale su tutto il territorio nazionale in materia di separazione, divorzio e affidamento dei figli.

Contattaci per una valutazione del tuo caso:

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Domande frequenti

Il coordinatore genitoriale è previsto da una legge italiana?

In Italia non esiste ancora una legge nazionale che disciplini in modo organico la figura del coordinatore genitoriale. La prassi si è sviluppata soprattutto grazie ai protocolli adottati da alcuni tribunali e all’iniziativa delle parti, che possono nominarlo su base convenzionale o su indicazione del giudice nell’ambito di separazione, divorzio o affidamento dei figli.

Quanto costa un coordinatore genitoriale?

I costi variano in base alla durata dell’incarico, al numero di incontri necessari e alla tariffa del professionista incaricato. Solitamente le spese sono suddivise tra i due genitori, in proporzione ai rispettivi redditi o in parti uguali, secondo quanto stabilito nell’accordo o nel provvedimento del giudice.

Il coordinatore genitoriale sostituisce l’avvocato?

No. Il coordinatore genitoriale lavora sulla gestione pratica del conflitto quotidiano tra i genitori, mentre l’avvocato tutela gli interessi giuridici del proprio assistito nel procedimento di separazione, divorzio o affidamento. Le due figure operano su piani distinti e complementari, ed è per questo consigliabile affrontare il percorso con l’assistenza di un avvocato divorzista di fiducia.

 

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Article by Avv. Beatrice Bellato

Esercita la professione di avvocato a Padova e nel Nord Italia, con riferimento al diritto civile e matrimoniale (separazione e divorzio) e di famiglia, questioni relative a diritto condominiale, casi inerenti a responsabilità contrattuale – professionale e medica (malasanità) – ed extracontrattuale, diritto delle successioni.

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